Author Archives: Gian Maria Ricci

Kanban Board – Massimizzare il flusso

Come accennato nel post precedente sulle Split Columns della Kanban Board in VSO, Eliyahu Goldratt nel suo libro “The Goal” ci dice che uno degli scopi di una organizzazione è:

Maximize Throughput while Minimizing Inventory and Operating Expense.

In questo post vorrei fare una precisazione sul concetto di Flusso e Throughput, di centrale importanza per il metodo Kanban. Se avete letto The Goal sapete benissimo che uno degli scopi principali di una azienda è fare soldi, punto! Sembra cinico, ma senza un flusso di cassa costante, potete avere delle idee bellissime, essere innovativi, brillanti, ma sicuramente avrete difficoltà nel realizzare le vostre idee.

Nel software, quando andiamo a declinare il metodo Kanban, che ricordo essere nato in un contesto manifatturiero (Toyota), bisogna capire cosa intendiamo con il termine throughput. Facciamo però prima un semplice ragionamento in ambito manifatturiero, pensando ad una azienda che produce elettrodomestici. Supponiamo che la azienda usi Kanban, il flusso sia ottimale e le linee di produzione lavorino in maniera efficiente, i colli di bottiglia sono stati individuati, etc etc.

La domanda interessante che ci si deve porre è questa: se si vuole massimizzare il flusso dell’azienda, bisogna definire in maniera inequivocabile quale sia lo stato finale della nostra Kanban board, altrimenti rischiamo di non trovare colli di bottiglia. Facciamo un esempio in cui consideriamo come ultima colonna della Kanban lo stato “imballato”, che identifica quando il nostro elettrodomestico è stato imballato e pronto per la vendita.

Possiamo da subito capire che probabilmente questo non è corretto, se per qualche ragione il nostro magazzino non è efficiente, rischiamo di accumulare prodotti in magazzino senza essere in grado di farli pervenire ai distributori. In questo modo, se il magazzino è il collo di bottiglia, esso non verrà individuato, e ci accorgeremo dei problemi quando gli elettrodomestici “imballati” non hanno più posto dove essere stoccati.

Ok! Per risolvere consideriamo come ultima colonna Kanban una nuova colonna chiamata immagazzinamento, in questo modo se il magazzino diventa saturo, essendo Kanban un metodo pull, le linee di produzione dovranno fermarsi, dato che il magazzino non è più in grado di accettare pezzi. Anche in questo caso, se in alcuni periodi dell’anno quel tipo di elettrodomestici si vede di meno (frigoriferi in inverno), rischiamo di riempire il magazzino perché i grossisti non hanno bisogno di nuova merce.

Piano piano ci si rende conto che idealmente, l’ultima colonna Kanban per la nostra azienda fittizia, dovrebbe essere “venduto al cliente”. Ora è chiaro che ragionare in questi termini è decisamente difficile, ma se nel nostro monitoraggio del processo non consideriamo che il nostro elettrodomestico deve essere venduto ad un cliente finale, si rischia di non vendere, non fare soldi, e fallire.

Tornando quindi al concetto iniziale: Throughput!! Se seguiamo le indicazioni di Goldratt, dobbiamo accertarci che quando parliamo di flusso, stiamo includendo tutti gli stadi fino a quello che ci permette di fare soldi per far vivere l’azienda!

Cosa implica questo in Kanban applicato ai processi software? Che nella nostra Kanban Board, l’ultima colonna deve essere, per lo meno, Usabile in Produzione, ovvero il software deve essere rilasciato e disponibile al cliente finale. Se ci dimentichiamo di questo, rischiamo di accumulare una grande quantità di lavoro “finito” ma che non è usabile dal cliente/utente finale, e che quindi non può generare soldi.

Ricordate quindi che in Kanban la massimizzazione del flusso è fondamentale ed è altrettanto fondamentale che nel flusso si considerino tutti gli stadi, dall’idea alla produzione!

In realtà nemmeno questo alla fine è realmente sufficiente e capiremo perché nel prossimo post.

Gian Maria.

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TFS2015 Build vNext

Nel lontano 2010, TFS2010 introduceva una nuova build, basata su Workflow Foundation, la quale andava a rimpiazzare la vecchia build di TFS 2008 basata su script MSBuild.

Personalmente debbo dire che ho sempre preferito la vecchia versione del 2008, soprattutto per la facilità di estensione. Mentre per Workflow Foundation è necessario usare Visual Studio ed addentrarsi in un designer non proprio semplice, personalizzare una build MSBuild è una operazione piuttosto semplice, alla fine si tratta solamente di file xml.

Chiaramente XML non è il linguaggio migliore per creare uno script, per cui nel corso degli anni molte persone hanno abbandonato questa strada a favore di Powershell, sicuramente più flessibile ed estendibile. Una build infatti non è altro che una sequenza, quasi sempre lineare, di operazioni da eseguire partendo dai propri sorgenti per ottenere dei risultati (build, test, deploy, etc) e quale migliore scelta dell’esecuzione di una serie di script PowerShell per definire una build?

Per questa ragione in TFS2015 la build è stata nuovamente modificata, per adattarsi a queste nuove richieste e sicuramente risolverà molti problemi emersi negli anni passati con l’attuale struttura di build. Dedicherò quindi una serie di post alle novità della build, cosi da potervi mostrare cosa ci aspetta nella prossima versione di TFS.

Build web experience

La novità più succosa e la prima che amo descrivere, è che tutta la configurazione e la gestione della build è completamente web. Niente più necessità di Visual Studio per editare una build, basta andare nella nuova voce di menu Build vNext e potrete gestire tutto dal vostro browser preferito.

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Premendo il bottone per aggiungere una build viene subito presentata una possibile scelta tra due template già pronti, uno per una solution di Visual Studio, ed un altro per eseguire la build di Xcode.

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Fin da subito possiamo quindi vedere che l’altra grande novità riguarda il fatto di poter avere agent di build che girano anche su macchine non Windows. La configurazione degli agent sarà appannaggio del successivo post, per cui non ci soffermeremo ora su questo aspetto.

Se scegliamo la build di Visual Studio si aprirà un editor web da cui si può configurare ogni aspetto della build.

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Il primo tab da impostare è quello del Repository in cui basta selezionare repository git che volete utilizzare. Per questa CTP ancora è possibile solamente eseguire build vNext su team project basati su Git, nella versione finale si potrà usare anche TFVC.

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La cosa interessante è che si può usare la build vNext per compilare qualsiasi repository git, anche su gitHub se necessario. La default Branch indica quale è la branch che verrà compilata di default per le build accodate manualmente.

Il successivo tab sarà quello dei Triggers, su cui si può indicare se si desidera la Continuous Integration (build ad ogni change), se si vuole accorpare più commit in un unica build (Batch changes) e chiaramente la possibilità di specificare tutte le branch che si vogliono monitorare, ad esempio in questo caso ho chiesto di monitorare ogni branch che comincia per feat-.

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Una volta impostato il repository, si può direttamente fare il browsing da web per scegliere la o le solution che si vogliono compilare.

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Nel tab dei test basta introdurre una regular expression che identifica gli assembly di test ed il gioco è fatto. Se si vogliono eseguire test differenti da MsTest, si hanno due scelte, la prima è specificare il percorso relativo dove trovare i test adapters, operazione che potete effettuare direttamente nelle opzioni del task di test.

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Se invece usate nunit in tutti i vostri progetti e si vuole evitare di personalizzare ogni build di ogni progetto, si può andare nelle macchine dove è installato l’agent, aprire la cartella dove è localizzato il test runner di visual studio e copiare al suo interno i test adapters dopo averli scaricati dalla gallery di Visual Studio.

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A questo punto si è creata una build minimale che esegue Build e Test run, interamente da interfaccia web con pochi semplici click. Se nell’installazione di TFS 2015 avete scelto di configurare il build agent automaticamente, potete direttamente lanciare una build e verificare che sia tutto ok.

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Come si può vedere la build viene eseguita e potete verificarne l’output ed il progresso direttamente dall’interfaccia web.

Gian Maria.

Novità di VSO Sprint 79

Come sempre potete leggere tutte le novità sul blog di Visual Studio Online, precisamente a questo indirizzo, ma per chi si fosse perso il post, ecco le novità che sono ora disponibili. In questo sprint il team si è focalizzato nel risolvere alcuni issue di UserVoice che hanno un numero elevato di voti e che sono quindi sentiti come molto importanti da parte della community. Questo significa che, come sempre dico a tutti, il team legge i suggerimenti di User Voice, per cui se qualche cosa non vi soddisfa, quello è il posto migliore per dare i vostri suggerimenti.

Finalmente, dopo tanto tempo, ecco arrivare il parametro @currentIteration, che vi permetterà di fare delle query sui Work Item assegnati alla iterazione corrente. Purtroppo questo parametro non funziona in Excel.

Le novità più importanti riguardano però la Kanban Board, la quale supporta ora il riordinamento delle card, operazione molto importante per la prima colonna, che rappresenta il BackLog.

La modifica più importante è però l’introduzione della Definition of Done per le colonne della Kanban Board. Tornerò sull’importanza di questa funzionalità in un successivo post.

Un’altra importante aggiunta è la possibilità di visualizzare i bug come task nella Taskboard e considerarli logicamente figli dei vostri requisiti.

Come potete vedere il team di Visual Studio ALM continua, sprint dopo sprint, a migliorare il prodotto.

Happy VSO.

Gian Maria.

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Kanban Split Column

Finalmente in Visual Studio Online sono stati introdotti alcuni miglioramenti alla Kanban Board, che per lungo tempo era stata lasciata senza sensibili miglioramenti. In questo ultimo update di VSO è stato introdotto una funzionalità realmente fondamentale, che aumenta di molto la possibilità di usare realmente la Kanban Board in TFS/VSO.

Il cambiamento di cui sto parlando è l’introduzione delle Split Columns, ovvero la possibilità di suddividere ogni colonna in due sotto-colonne, rispettivamente Doing and Done. Vediamo il perché questa funzionalità è cosi importante.

Si parte da un presupposto: Kanban è un processo PULL, in cui ogni stadio decide di prendere in carico una card dallo stato precedente, se e solo se non ha raggiunto il suo limite e se tutte le regole sono soddisfatte (regole aggiuntive e Definition of Done). Questo è il segreto e la base su cui poggia Kanban, ogni stadio inizia a lavorare su un task solamente se ha modo di farlo. Questo viene fatto per evitare ingorghi nel processo e per massimizzare il flusso. Lo strumento principale di Kanban è la Board, che deve permettere immediatamente di individuare i problemi affinché il team possa affrontarli.

Ora analizziamo la situazione seguente:

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La situazione rappresentata ci dice che: le colonne di Analysis e Committed sono attualmente piene (3/3), quindi non è possibile aggiungere del Work In Progress a nessuna delle due colonne. La domanda che ci si pone è: lo stadio di Analysis non può prendere in carico nessun nuovo item, ma i tre item che sono attualmente nella colonna sono stati terminati o no?

La risposta alla domanda precedente è di fondamentale importanza. Supponiamo i due casi estremi. Caso A: i tre item nella colonna Analysis sono tutti “in progress” questo significa che la colonna Analysis è in stato di pieno regime. Caso B: i tre item nella colonna Analysis sono completati e pronti per lo stadio successivo, questo significa che la colonna Analysis è paralizzata, dato che non può prendere in carico nuovo lavoro fino a che la colonna successiva (Committed) non prende in carico ancora del lavoro. Purtroppo dalla Kanban Board precedente è impossibile discernere i due casi.

Senza entrare nei dettagli, stiamo toccando quella che è chiamata teoria delle code che stabilisce modelli matematici per predire l’avanzamento in una catena di processi. L’identificazione delle code è fondamentale in Kanban, ed è una delle ragioni principali per l’adozione stessa del metodo.

Il metodo Kanban ha come scopo la massimizzazione del flusso ed in questa ottica l’individuazione delle code è un’operazione di massima importanza.

D’altra parte, Eliyahu Goldratt nel suo libro “The Goal” ci dice che uno degli scopi di una organizzazione è: Maximize Throughput while Minimizing Inventory and Operating Expense. La declinazione nello sviluppo software non appare sempre semplice, se da una parte è chiara la parte di minimizzare le Spese (Operating Expenses), si può anche intuire la massimizzazione del flusso (Maximize Throughput, concetto su cui tornerò in un post successivo), è difficile capire come minimizzare lo stoccaggio (Minimizing Inventory), dato che alla fine il codice non occupa spazio :).

Kanban ci aiuta a rispondere a questo problema adottando la tecnica dello split column. Nel nostro account VSO, se premiamo il Customize column troviamo una nuova opzione per le colonne.

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Quello che accade è che ogni colonna viene ora suddivisa in due sotto-colonne, Doing e Done; questo ci permette di iniziare ad individuare le code nel nostro sistema. Vediamo allora come sarebbero rappresentati i due casi precedenti adottando questa nuova funzionalità. Il CasoA: sarebbe cosi rappresentato

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è chiaro che il sistema sta larvando bene, tutte le colonne sono impegnate e a pieno regime. Il CasoB avrebbe invece una rappresentazione molto differente.

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Si è creata una coda tra gli stati di Analysis e Committed, dato che abbiamo la colonna Analysis bloccata dal fatto che il lavoro nella colonna Committed non sta proseguendo, per questo non vengono prese in carico (pull) le card terminate in Analysis e questo fa si che la colonna Doing di Analysis sia vuota e bloccata. Tutte le card che sono nella colonna Dona rappresentano infatti card in Coda per lo stadio successivo e possono essere paragonate a quello che Eliyahu Goldratt chiama Inventory in “The Goal”.

Se siamo d’accordo che è necessario minimizzare le code ed evitare che il lavoro si accumuli nelle colonne “done”, senza questa funzionalità, è impossibile capire dalla nostra Kanban Board se siamo nel CasoA oppure nel CasoB e si perde una informazione di vitale importanza.

Un altro valore secondario dello split column è permettere in maniera semplice allo stadio successivo, di capire quali card dello stadio precedente possono essere prese in carico. Senza la colonna Done infatti, quando si libera uno spazio nella colonna Committed, non è ben chiaro dalla Board quali card dello stadio precedente (Analysis) possono essere prese in carico, perché non si ha la distinzione tra ciò che è in corso d’opera e ciò che invece lo stadio precedente ha completato.

Gian Maria.

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Some love to Kanban Board in TFS

Nell’ultimo update di VSO che è stato effettuato ieri (http://www.visualstudio.com/news/2015-feb-18-vso) sono finalmente state fatte importanti modifiche alla Kanban Board, che era rimasta un po ferma da troppo tempo a mio avviso.

La prima novità è che è possibile aggiungere gli item direttamente dalla board, ma sicuramente la funzionalità piu succosa è la divisione delle colonne in doing e done. Non starò qui a sottolineare l’importanza di questa funzionalità, dato che senza la possibilità di capire quali Item sono realmente fatti e sono pronti per essere presi (pull) dalla colonna successiva, la Kanban board ha poco valore.

Nell’upgrade vi sono anche altre novità, tra cui la possibilità di assegnare piu persone alle test suites, e l’annuncio che le funzionalità di Application Insights saranno migrate nel nuovo portale di azure. Il nuovo link di riferimento per Application Insights è quindi il seguente: http://azure.microsoft.com/en-us/services/application-insights/

Happy VSO e buon fine settimana. Smile

Code search–In preview su VSO

Il blog di VS ALM ha appena pubblicato questo post in cui viene mostrata una nuova funzionalità, ancora in limited preview, presente su Visual Studio Online, il Code Search.

In un progetto è spesso di vitale importanza poter effettuare una ricerca nel source control, alla ricerca di una particolare porzione di codice, oppure di una classe con un particolare commento, etc. Le nuove funzionalità di ricerca introdotte in VSO permettono infatti di effettuare una ricerca semantica, in cui I risultati vengono suddivisi in base alla porzione di codice dove viene effettuato il match. Ad esempio I risultati ci permettono di dire se il testo cercato è presente in un commento, oppure in una dichiarazione di classe Etc.

E’ anche possibile andare a richiedere direttamente un filtro per restringere lo “scope” della ricerca, Es: class: per ricercare nelle dichiarazioni di classe, oppure comment: per cercare all’interno di un commento. La lista completa è presente nel post del blog sopracitato e la riporto per comodità.

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Attualmente, data la natura di preview di questa funzionalità, esistono delle limitazioni. Il servizio è disponibile solamente per gli account del Nord America, e per progetti che utilizzano Git; la ricerca viene inoltre fatta solamente nella master branch ed il supporto ai linguaggi è per ora disponibile per C#, C e C++.

Gian Maria.

Code search–In preview su VSO

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I prezzi per le build e per I Load test in VSO sono usciti

Brian Harry aveva già annunciato alcune settimane fa una differenza al pricing per Build e Load Testing in VSO. Vi invito a leggere il suddetto post per i dettagli e ricordate che per ora le uniche modifiche che sono attive sono quelle che Brian ha annunciato oggi in questo post. Con la modifica ora le […]

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Aggiornamento bug di sicurezza per bug in Git

Oggi è stato pubblicato da Brian Harry un post che parla di una vulnerabilità in Git che permette, nel peggiore dei casi, di eseguire codice sulla macchina di uno sviluppatore. Il post in questione è questo Git vulnerability with .git\config La vulnerabilità è stata corretta in tutte le versioni di TFS e di Visual Studio, […]

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Update pre-natalizi

Potete leggere online le novità di Visual Studio Online relative all’update del 2 dicembre. Di tutte le novità, probabilmente la piu interessante è che, installando la versione del client di Release Manager Update 4, è ora possibile connettere Release Management al proprio account VSO per effettuare il deploy su azure. Come sempre il deploy non […]

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